Una storia

Vorrei raccontare il percorso fatto con una ragazza ventunenne, in amenorrea da sei mesi, da quando cioè aveva sospeso un trattamento ormonale a cui si sottoponeva  da due anni circa per avere le mestruazioni.

Faccio un po’ di anamnesi per solleticare le persone con un’impostazione più scientifica: dai dosaggi eseguiti sul sangue non erano emerse alterazioni di rilievo, né da una recente ecografia erano state rilevate cisti ovariche.            

La ragazza ha praticato pattinaggio a livello agonistico fra i 15 e i 18 anni; dall'età di 17 soffre di rinite allergica per cui fa regolarmente un vaccino. L'allergia (a tutte le graminacee e alle polveri)  è stata inoltre trattata all'inizio con brevi cicli di cortisone e sempre con antistaminici nei momenti di maggiore intensità. Da quando ha cominciato a prendere la pillola è andata sparendo una pesante foruncolosi che aveva diffusa sulla schiena.

Ecco alcune reazioni dopo le prime due sedute di riflessologia plantare: il transitorio riaccendersi del dolore a un dente del giudizio, che aveva richiesto l'incisione della gengiva alcuni mesi prima non riuscendo ad erompere, l'aumento della diuresi nei giorni successivi  i trattamenti e la comparsa di foruncoli sul mento.  Essendo quest'ultimo il riflesso della zona genitale nel viso, l'ho incoraggiata sul valore positivo di tale sfogo.

Nel mio lavoro capita spesso che durante il percorso compaiano disturbi più o meno accentuati relativi allo scarico delle tossine legate al mal funzionamento di un organo o di un apparato. A tutti risulta un po' difficile accettare simili fenomeni, e io cerco sempre di rassicurare sul significato e sull'efficacia di una terapia che passa attraverso momenti così fastidiosi, ma per essere davvero sincera a volte darei l'intero mio bagaglio di conoscenze  in cambio della bacchetta magica: Vieni da me, io ti restituirò il sorriso e vivremo tutti felici e contenti.    Riconosco una radice allopatica in tutto ciò: mio padre era un rigoroso farmacista, aveva una pillola per ogni male. Ed in effetti i mali passavano presto e bene, solo che poi ne compariva uno diverso.

Il passaggio fondamentale per me è stato accettare come ogni allontanamento dal benessere rappresenti una scelta evolutiva per l’ organismo. Questo atteggiamento  regala all’ interazione con i disagi delle persone la  serenità necessaria per inoltrarsi  alla ricerca interiore dell’origine del sintomo.

Accompagnando il percorso con fiori di Bach e oligoelementi,   ho impostato il lavoro riflessologico sia sul passaggio dell'energia fra parte superiore e parte inferiore del corpo, sia sulla stimolazione del sistema endocrino, abbinando come faccio spesso esercizi di visualizzazione.  All'inizio la ragazza vedeva nero o rosso scuro in tutta la zona genitale, colori sui toni del blu o immagini significative solo nei riflessi dal diaframma in su.

Dalla terza-quarta seduta, pur permanendo dolore locale sui riflessi interessati, ha cominciato a vedere le proprie ovaie con metafore sempre più appropriate   (es.: ciliegie; boccioli di rosa congelati; uno scoglio punteggiato da bianchi nidi di uccello). Mentre massaggiavo la zona dell'utero, la penultima volta ha visto una enorme finestra chiusa, l'ho esortata ad avvicinarvisi e lei mi ha detto: Di là c'è un giardino ricchissimo e magnifico, potrei quasi decidere di entrarci per esplorarlo. Tutto ciò riflette, a mio avviso, il viaggio di maturazione emotiva verso l'accettazione del ruolo di donna adulta che in lei si stava compiendo.

Dopo cinque sedute ha avuto qualche piccola perdita ematica subito zittita. Intanto era ricomparso e si andava accentuando l'acne sul dorso.

Mi sono aggrappata a ciò in cui credo: stiamo risalendo a strati più superficiali di disagio, ricompare un disturbo precedente, è tutto o.k.

Ma mestruazioni niente.           

Ammettiamolo, gran brutto colpo per il mio infantile desiderio di onnipotenza. Ho vissuto il risorgere di antichi dubbi  su me stessa, che ho superato praticando una  testarda fiducia: in me, in lei, nelle vie ancora misteriose della crescita umana in cui collettivamente ci stiamo inoltrando .

Alla settima seduta le avevo consigliato di contattare un bravo omeopata per avere un aiuto più incisivo, ma ieri sera mi ha telefonato. Le sono venute delle belle, rosate mestruazioni e ora mi è più chiara la direzione di questa storia: la strada di terapeuta e paziente che, tenendosi per mano, camminano verso la propria guarigione.