Specchi e Tarocchi

La via dei Tarocchi a cui Simonetta Secchi mi ha introdotto, e dove ho visto dispiegarsi il suo talento naturale coltivato in anni di studi ed esperienze, si è affiancata al mio percorso di guarigione personale e sta divenendo un supporto alla comprensione dei meccanismi vitali.

Ho sempre sentito che Simonetta apriva i suoi canali recettivi a qualcosa di già presente nell’energia, lasciandosene, per così dire, inseminare. Mi piace paragonare questo processo a ciò che vivo danzando: la danza esiste da prima, mentre la impari semplicemente ti inserisci nella sua struttura.

Così Simonetta si è lasciata trasportare da un grande fiume che scorre nell’animo umano, quello che passa dalla comprensione degli aspetti archetipici fino ad arrivare al lasciarli vivere e fluire dentro di sé.

Anche nel mio lavoro di riflessologa plantare e sciamanica esiste la decodifica della storia di un organo attraverso la simbologia, in un gioco di informazioni riflesse; la comunanza di modalità di descrizione e comprensione è stata l’impulso propulsore del mio avvicinarmi ai Tarocchi, fino a partecipare alla stesura dei libri dove descriviamo il senso di questo cammino, fino a fare del Mandala Tarologico® da lei ideato uno strumento di autorivelazione di cui anche il mio percorso di terapeuta si avvale con soddisfazione.

Molti sono i piani di studio dei ventidue Arcani Maggiori: filosofico, spirituale, psicologico, cabalistico, vibrazionale. Un percorso che, da qualunque genere disciplinare lo si affronti, porta sempre allo stesso risultato: il Tarocco offre una visione olistica dell’uomo attraverso l’uso di un modello olografico presente in ciascun Arcano.

La bellezza di questo strumento risiede anche nella precipua capacità di adattarsi al livello di consapevolezza del ricercatore, stimolandone la capacità di aprirsi ad essa. Il primo fondamentale atto da compiere è il passaggio dalla percezione simbolica a quella archetipica, ovvero dalla cartomanzia alla tarologia.

Il Bagatto pone di fronte ad una scelta: vogliamo continuare a giocare, a chiedere risposte come suggerisce la sua giovane età, o vogliamo intraprendere un percorso di conoscenza, consapevoli che da ora in poi nessuno potrà fornici risposte quanto piuttosto stimolare domande?

Con la Papessa la scelta è fatta: figli di una madre simbiotica privi di autonomia o adepti al cospetto della Grande Sacerdotessa, ecco colei che ci fornirà il mezzo necessario per intraprendere il viaggio iniziatico che conduce alle dimensioni cosmico-evolutive del Sé.

Occorre dunque conoscere e superare l’immagine di noi costruita lungo lo snodarsi del vivere per iniziare un nuovo ciclo, discendendo come esploratori all’interno di sé, scoprendo chi siamo al di là del ruolo sociale scelto.

Alla fine nulla ha più confini: microcosmo e macrocosmo sono due manifestazioni di un’unica sostanza che fluisce ininterrotta da un punto all’altro. Un punto consapevole nel Cosmo chiamato Matto, Arcano senza numero poiché ogni luogo è il suo, o meglio, egli è se stesso in qualsiasi luogo vada: la sua strada è il Mondo, la sua casa è dentro di sé, sa chi è e non ha più una meta, poiché ciò che conta è solo il cammino nel qui e ora.

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